NEURAXPHARM S.p.A Via Piceno Aprutina, 47 - 63100 Ascoli Piceno (AP) Tel. +39 0736 980619 Contatti

PERIODICO DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA A DIFFUSIONE GRATUITA

Numero 4 Ottobre 2018

Depressione Volume 2

The association of folate and depression: A meta-analysis. Ansley Bender, Kelsey E. Hagan, Neal Kingston. Journal of Psychiatric Research 95 (2017) 9-18

Guido Di Sciascio

Azienda Ospedaliero-Universitaria “Consorziale Policlinico” di Bari, U.O.C. di Psichiatria Universitaria

La depressione è una patologia molto rilevante per l’impatto che ha sulla salute pubblica rappresentando la principale causa di disabilità nel mondo. I pazienti affetti da depressione infatti sperimentano anche gravi comorbilità sia in ambito psicopatologico che per quanto attiene ad altre patologie fisiche, hanno un elevato rischio di comportamenti anticonservativi, e risentono di significative difficoltà di ordine psico-sociale. Inoltre in un gran numero di persone affette, la depressione diviene cronica, e nonostante la presenza di molti farmaci considerati efficaci e la disponibilità di numerose strategie di tipo psicoterapico, circa il 60% dei pazienti depressi non sembrano rispondere in maniera efficace ai trattamenti impiegati. Oggigiorno si ritiene che i meccanismi neurobiologici alla base della malattia depressiva, non siano completamente “intercettati” dai trattamenti attualmente disponibili, suggerendo pertanto che la ricerca dovrebbe orientarsi verso nuove soluzioni per la cura della depressione. Una delle aree di novità in tal senso, sembra essere quella relativa ai trattamenti nutraceutici, ed in particolare l’impiego dei folati riceve grande interesse ed appare molto promettente. Un grande numero di ricerche disponibili in letteratura, mostrano evidenze importanti circa il rapporto tra presenza di depressione e riduzione di folato. In modo particolare, la carenza di folato sembra correlare con un aumentato rischio di ammalare di depressione, con una maggiore gravità dei sintomi depressivi, con una maggiore durata degli episodi critici, e con un sostanziale maggior rischio di ricaduta della sintomatologia depressiva. Nell’organismo umano il folato è da ultimo metabolizzato ad S-adenosilmetionina (SAMe); sia quest’ultima che il folato sono molto importanti per la produzione di dopamina, norepinefrina e serotonina, tutti neurotrasmettitori implicati nella patogenesi della malattia depressiva, in quanto modulatori della produzione di tetraidrobiopterina, sostanza antiossidante che funge da cofattore nella sintesi degli stessi neurotrasmettitori. Questo fa sì che la carenza di folati determina più bassi livelli di dopamina, norepinefrina e serotonina, realizzando di fatto una sorta di diatesi neurochimica per la genesi della depressione. Inoltre la carenza di folato condiziona altri meccanismi biologici, potenzialmente implicati nella patogenesi della malattia depressiva, come ad esempio l’innalzamento dei livelli di omocisteina, che alcune ricerche suggeriscono essere associati alla severità dei sintomi depressivi. In generale, pertanto, la ricerca biologica suggerisce che i folati giochino un ruolo di una certa importanza in alcuni meccanismi neurobiologici implicati nella eziopatogenesi della depressione. Sulla scorta di quanto finora descritto in letteratura, diversi autori hanno provato a studiare l’effetto del livello di folati in relazione alla risposta ai trattamenti antidepressivi. Diversi studi suggeriscono infatti che più bassi livelli di folato correlano con ridotta efficacia della terapia antidepressiva sia farmacologica che elettroconvulsivante; coerentemente con questi dati, altri studi hanno dimostrato che la supplementazione di folati nei pazienti depressi, determina una minore severità della sintomatologia depressiva, una riduzione della durata della ospedalizzazione ed un complessivo miglioramento degli esiti del trattamento, se confrontati con pazienti trattati solo con farmaci antidepressivi. Lo scopo dello studio oggetto di questo commento è quello di studiare, attraverso una metanalisi degli studi pubblicati, il rapporto folato/depressione sia in soggetti affetti che non. Sulla base di studi precedenti, gli autori partono da alcune ipotesi di lavoro; in primis l’ipotesi che le persone affette da depressione potrebbero avere livelli di folato più bassi rispetto ai controlli sani; inoltre ipotizzano che la tipologia di popolazione studiata (maschi, femmine, bambini, adolescenti, adulti, anziani) potrebbe condizionare i risultati della meta-analisi e nello specifico, sulla scorta di precedenti ricerche, ipotizzano che i livelli di folati potrebbero risultare più bassi negli anziani e nelle donne in gravidanza. La metanalisi è stata condotta secondo le Linee Guida PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses), ed ha selezionato gli studi che permettevano di esaminare i livelli di folato in soggetti con sintomi depressivi confrontati con campioni di controllo senza depressione. In totale sono stati quindi selezionati 43 studi, che hanno complessivamente arruolato 8.519 soggetti affetti da depressione e 27.282 individui senza depressione. Nel complesso i risultati della metanalisi appaiono concordi sia con la letteratura precedente sia con l’ipotesi di partenza formulata dagli autori, indicando che le persone affette da depressione presentano livelli di folati significativamente più bassi rispetto agli individui non depressi; questo dato è presente in tutte le stratificazioni di popolazioni studiate. In particolare questa metanalisi mette in evidenza un dato finora non riscontrato in precedenti ricerche, relativamente al fatto che le differenze di livelli di folato riscontrate nelle due popolazioni considerate (depressi e non-depressi) è tale misurando i livelli serici, ma non i livelli presenti nei globuli rossi. Sulla base di questa metanalisi e di altri precedenti studi, e in sostanziale accordo con le condivisibili conclusioni degli autori, si può ragionevolmente considerare la supplementazione di folati una valida opzione terapeutica per i pazienti con depressione.

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK