NEURAXPHARM S.p.A Via Piceno Aprutina, 47 - 63100 Ascoli Piceno (AP) Tel. +39 0736 980619 Contatti

PERIODICO DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA A DIFFUSIONE GRATUITA

Numero 3 Febbraio 2018

Depressione Volume 1

S-Adenosylmethionine (SAMe) for Neuropsychiatric Disorders: A Clinician-Oriented Review of Research. Sharma A, et al. J Clin Psychiatry. 2017 Jun;78(6):e656-e667

Federica Pinna, Bernardo Carpiniello

Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Cagliari;
Struttura Complessa di Psichiatria,
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari

La S-adenosil metionina (SAMe) è un coenzima coinvolto nella biosintesi di svariati ormoni e neurotrasmettitori e viene utilizzata da oltre 30 anni in Europa per il trattamento di patologie psichiatriche e mediche. Rientra nell’ambito della medicina alternativa, complementare ed integrativa (Complementary, Alternative and Integrative Medicine – CAIM) che include una vasta gamma di trattamenti (biologici, psicologici e mente-corpo), tra cui i nutraceutici, utilizzati per migliorare le pratiche della medicina convenzionale.

Una carenza di SAMe nel liquor è stata riportata in pazienti con rari difetti ereditari nel metabolismo dei folati e della metionina, nonché in malattie più comuni come i disturbi depressivi, la demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e l’infezione da HIV. Carenze di acido folico e vitamina B12, co-fattori fondamentali nella sintesi di SAMe, possono spiegare la riduzione dei suoi livelli, in particolare nei pazienti con depressione e demenza. Gli studi hanno dimostrato che in seguito a trattamento sia orale che parenterale con SAMe, l’attraversamento della barriera emato-encefalica ne aumenta i livelli liquorali.

Nel trattamento del disturbo depressivo maggiore le prove di efficacia e sicurezza a supporto dell’uso di SAMe in monoterapia e in aggiunta ad altri antidepressivi appaiono promettenti, seppur limitate, con un’efficacia in alcuni casi paragonabile a quella di diversi antidepressivi, per quanto si rendano necessari confronti con antidepressivi di nuova generazione. Oltre alla depressione, evidenze preliminari suggeriscono un ruolo della SAMe nel migliorare la sintomatologia in alcuni disturbi neurocognitivi, nell’abuso di sostanze, nelle psicosi, oltre che in diverse condizioni mediche in comorbidità. Non sono invece stati identificati studi specifici sull’uso della SAMe nei principali disturbi d’ansia. Se da un lato, tuttavia, il trattamento con la SAMe appare promettente in molteplici condizioni neuropsichiatriche, la mole di evidenze appare limitata, anche in relazione all’eterogeneità degli studi disponibili e ai bias metodologici che limitano l’interpretazione del significato clinico dell’utilizzo della SAMe nei disturbi neuropsichiatrici. Allo stesso tempo, i risultati incoraggianti che emergono dagli studi supportano ulteriori ricerche cliniche in quest’ambito volte a delineare ulteriormente il ruolo della SAMe nel trattamento delle condizioni neuropsichiatriche. Va inoltre precisato che le revisioni cliniche spesso non includono studi su pazienti con condizioni mediche o trattamenti farmacologici concomitanti, aspetto, questo, che porta a trascurare le opportunità cliniche di l’utilizzo della SAMe. I pazienti depressi presentano, infatti, un’ampia gamma di condizioni in comorbidità, terapie concomitanti ed effetti indesiderati correlati ai farmaci. L’associazione con la SAMe può migliorare i sintomi associati a patologie quali epatopatie, artrosi, fibromialgia e deterioramento cognitivo. In dati attualmente disponibili suggeriscono che la SAMe, rispetto ai trattamenti psicofarmacologici convenzionali, può determinare minori e meno rilevanti effetti indesiderati, non si associa, ad esempio, a disfunzioni sessuali o incremento ponderale, tra le cause più comuni di interruzione di un trattamento con antidepressivi, è meno probabile che sia potenzialmente letale nei pazienti a rischio di overdose nei tentativi di suicidio, si associa ad una maggiore maneggevolezza in termini di interazioni farmacologiche, né sono stati segnalati casi di morte per sovradosaggio. Inoltre, la SAMe può prevenire o avere un impatto positivo sugli effetti indesiderati determinati da altri farmaci, come le disfunzioni epatiche e sessuali.

Tenuto conto dei dati preliminari, che suggeriscono che la SAMe potrebbe rappresentare un trattamento promettente in un certo numero di condizioni neuropsichiatriche e malattie mediche concomitanti, un’esplorazione dell’intera gamma dei suoi potenziali benefici, mediante studi clinici controllati, si rende necessaria ed è raccomandata. In ogni caso i pazienti dovrebbero essere sempre scoraggiati rispetto ad un’autogestione della loro depressione e dovrebbero essere stimolati a ricercare una valutazione specialistica prima di intraprendere un qualsiasi trattamento, anche laddove si tratti di medicina alternativa, complementare ed integrativa. Molti pazienti con disturbi mentali utilizzano, infatti, questi approcci per lo più in assenza di una supervisione medica. Una maggiore conoscenza e comprensione delle evidenze a sostegno dell’efficacia di alcuni di questi trattamenti consentirà ai medici interventi integrativi più appropriati alla luce delle evidenze.

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK